Archivi del giorno: 3 dicembre 2019

Giustizia di comunità: Marinella e gli Aquiloni 2019

Siamo aquiloni tutte le volte che sogniamo

Partecipare ad un progetto condiviso è un’esperienza stimolante. È un’occasione per imparare dalle esperienze altrui ed ampliare il bagaglio delle proprie competenze. Con curiosità ci siamo affacciati alla rete (ancora in evoluzione) della Marinella con i suoi straordinari Aquiloni. Un’idea progettuale promossa dall’Ufficio Interdistrettuale di Esecuzione Penale Esterna di Napoli nell’ambito del progetto formativo “La comunità da fare” proposto dalla Scuola superiore di Esecuzione Penale “Piersanti Mattarella” nel 2018 – (Ufficio Interdistrettuale Esecuzione Penale Esterna) poi implementata e potenziata dall’apporto di Associazioni operanti sul territorio e di Istituzioni.

La rete della Marinella e gli obiettivi che si propone

La rete della Marinella – che si compone di amministratori e funzionari pubblici, associazioni, insegnanti, assistenti sociali, educatori, avvocati, psicologi, giornalisti e mediatori culturali e linguistici – si propone di riqualificare l’area compresa tra i quartieri Mercato e Pendino, vasto territorio dai trascorsi storici, artistici ed economici di gran rilievo e attualmente oggetto di degrado ambientale, architettonico e sociale.

Ricomporre, integrare e facilitare la comunicazione

La finalità principale della Rete Marinella – al contempo obiettivo trasformativo del progetto ad essa afferente “Marinella e gli Aquiloni” – è quella di rigenerare il contesto urbano, diffondendo cultura ed informazione, favorendo l’educazione civica e il rispetto dei luoghi. Ricostituendo il “sentimento di appartenenza” alla città e agevolando la possibilità di nuove opportunità di lavoro, si intende integrare i cittadini stessi, avvalendosi di quelle persone in “area penale” che, impegnadosi in attività volte alla riqualificazione del territorio, “riscattano se stesse” riparando ai torti del proprio precedente operato. La rete propone una propria dimensione “fisica” nel territorio: un “luogo di comunità” dove il cittadino è orientato nella risoluzione delle proprie istanze e dove possa incontrarsi e confrontarsi realmente.

L’apporto di NOMOΣ Movimento Forense

“Il giardino è un luogo di cura profonda”

NOMOΣ Movimento Forense ha partecipato alla rete della Marinella e ha dato il proprio apporto alla progettazione “Marinella e gli Aquiloni” per l’anno 2019 e 2020.

Per l’anno 2019 si è occupata del percorso formativo realizzato con i vari attori della rete in favore di quattro “affidati” selezionati dall’UIEPE di Napoli, con un ciclo di incontri per l’empowerment intitolato “Il giardino segreto”. Il giardino, inteso come luogo simbolo dell’anima, dove poter coltivare piante, fiori e alberi, diventa importante momento di riflessione e di ri-concentrazione per ogni individuo. Con i nostri quattro ragazzi abbiamo imparato a piantare semi e curare tutte le straordinarie piante che sono spuntate poi. Un ringraziamento speciale va, pertanto, ai nostri quattro affidati e al coraggio e all’impegno mostrato. Sono doni importanti, che restano.

Primo modulo formativo – I crimini della storia.

Breve excursus storico sui principali crimini della storia. Guerre di religione e guerre dell’ultimo secolo.

Secondo modulo formativo – Noi siamo quello che vogliamo essere.

La poesia, le arti e il bello come strumenti per contrastare il degrado e la l’incuria spirituale. Ognuno di noi può essere ciò che vuole. Il ruolo della volontà nella determinazione del proprio percorso.

Terzo modulo formativo – C’è sempre un’opportunità.

La capacità di distinguere tra comportamenti conformi alla norma e non conformi alla norma. Comportamenti socialmente rilevabili. Essere Parte di una Società civile.

La formazione

L’esperienza maturata nell’ambito del progetto “Marinella e gli Aquiloni” (2019) e lo scambio con le altre realtà della Rete ha incrementato il bagaglio delle nostre conoscenze. La formazione effettuata attraverso gli incontri formativi con Marco Brunod, Psicosociologo, professore a contratto presso il Dipartimento di Psicologia dell’Università Bicocca di Milano, collaboratore della SUPSI (Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana), ci ha aiutato a comprendere il mondo del Terzo Settore e i possibili sviluppi dei sistemi di welfare di comunità e della progettazione territoriale in rete in una prospettiva di coprogettazione.

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