Napoli. Giovedì 5 marzo 2020, a partire dalle h. 9.30, presso l’Istituto Comprensivo 9°Cuoco – Schipa, si svolgerà la presentazione del Progetto Socrate, ideato da NOMOΣ Movimento Forense con l’adesione e la collaborazione della Consulta delle Associazioni e delle Organizzazioni di volontariato della Municipalità 2 di Napoli.
L’incontro che rientra nell’ambito delle attività promosse a favore del contrasto e della prevenzione dei fenomeni del bullismo, cyberbullismo e dei comportamenti antisociali, vedrà la partecipazione delle associazioni della Consulta in uno scambio con studenti e professori sui temi dell’inclusione e della dispersione scolastica.
F o r u m d i d i s c u s s i o n e p e r g l i s t u d e n t i:
L e i n s i d i e d e l l a r e t e: A s s o c i a z i o n e c u l t u r a l e N a p o l i è, Ce n t r o a n t i v i o l e n z a T e r e s a B u o n o c o r e , N o m o σ M o v i m e n t o F o r e n s e , P s i c o l o g i i n c o n t a t t o.
C o n o s c e r e l a n o s t r a c i t t à: A s s o c i a z i o n e A n n a l i s a D u r a n t e , A s s o c i a z i o n e c u l t u r a l e N a p o l i è , A s s o c i a z i o n e Do n n e a r c h i t e t t o , F o n d a z i o n e c a s a d e l l o s c u g n i z z o, L e g a m b i e n t e p a r c o l e t t e r a r i o d e l v e s u v i o.
S i l e n z i i n s p i e g a b i l i : Fo n d a z i o n e c a s a d e l l o s c u g n i z zo
M o m e n t i s t u p e f a c e n t i : C e n t r o a n t i v i o l e n z a T e r e s a B u o n o c o r e , No m o σ M o v i m e n t o F o r e n s e.
C r e i -a m o : A s s o c i a z i o n e c u l t u r a l e N a p o l i è , F o n d a z i o n e c a s a d e l l o s c u g n i z z o, S c u o l a C a r d i n a l e U r s i
NOMOΣ Movimento Forense aderisce e partecipa alla manifestazione nazionale organizzata dall’Unione delle Camere Penali Italianedavantialla Camera dei Deputati in Roma per martedì 28 gennaio 2020 dalle 10 del mattino.
La riforma Bonafede che prevede l’abolizione della prescrizione dopo la sentenza di primo grado è sicuramente contraria all’art. 111 della Costituzione che statuisce la ragionevole durata del processo.
Un tempo ragionevole – e non infinito – del processo penale è diritto dell’imputato riconosciuto a livello europeo: come avvocati, siamo chiamati ad essere presenti e a protestare con forza, uniti e compatti, per quella che è una vera e propria battaglia di civiltà.
Il 31 dicembre, alle 12, in piazza Vincenzo Calenda, nello spazio antistante il teatro Trianon Viviani, si ricorderà Maikol Giuseppe Russo, vittima innocente di una stesa di camorra, morto il 31 dicembre 2015, in quella stessa piazza, marito e padre di due figli che, allora, avevano 2 e 5 anni. La cerimonia, che vedrà partecipare la famiglia e l’assessore Eleonora de Majo, vuole essere una testimonianza sostenuta dagli enti e dalle numerose associazioni che operano sul territorio. Verrà invasato nella piazza un piccolo ulivo, offerto dall’associazione dei commercianti A’Forcella. La cerimonia vuole essere un segno tangibile per ricordare e soprattutto indicare, nel tenace e fiero alberello, un passaggio a un processo di crescita generativo che, partendo da quell’assurdo olocausto, indichi un percorso di crescita e di cambiamento virtuoso, che, già iniziato nel quartiere, deve svilupparsi e irrobustirsi nel tempo. All’ulivo si affiancherà, quanto prima un’installazione artistica che ricorderà la giovane vittima. Tutti quelli che hanno a cuore la città di Napoli e il quartiere di Forcella sono invitati a partecipare.
Hanno aderito: • associazione dei commercianti A’Forcella • associazione Agora • l’Altra Napoli onlus • associazione Amici di Carlo Fulvio Velardi onlus • associazione Annalisa Durante • Asso.Gio.Ca. – Associazione gioventù cattolica • associazione culturale Manallart • NomoΣ movimento forense • parrocchia della santissima Annunziata maggiore • parrocchia di san Giorgio maggiore • parrocchia di santa Maria Egiziaca all’Olmo • fondazione Polis • Sindacato unitario giornalisti della Campania • associazione i Teatrini • fondazione Trianon Viviani • associazione di promozione sociale le Viole di Partenope
Napoli. Giovedì 5 dicembre 2019, presso la Scuola Cardinale Corrado Ursi in Via dell’Annunziata n. 45, è stato firmato l’accordo operativo tra NOMOΣ Movimento Forense e Psicologi in Contatto Onlus e la Scuola – Centro Polifunzionale – Cardinale Corrado Ursi denominato A.L.I.C.E (Assonanze, Legami, Intrecci, Comunità, Empatia) recante “Strategie operative per soluzioni efficaci e concrete finalizzate alla cura e al recupero del territorio tra la Maddalena e l’Annunziata (quartiere Pendino). Individuazione delle modalità condivise di gestione e di contenimento del degrado e dell’incuria, intesi come deterioramento morale e culturale. Sviluppo delle iniziative rivolte al territorio per la diffusione della solidarietà sociale, come valore, e per favorire l’integrazione e il rispetto delle differenze all’interno della comunità.”
Le predette Associazioni hanno trovato un’intesa comune circa la necessità di una sinergia per la riqualificazione del territorio – ricompreso nel quartiere Pendino – tra la Maddalena e l’Annunziata, adiacente alla Basilica della Santissima Annunziata Maggiore e nei pressi di Forcella, operando assieme con la Scuola – Centro Polifunzionale – Cardinale Corrado Ursi, con sede in Via Annunziata n. 45.
L’interesse comune di NOMOΣ Movimento Forense e dell’Associazione Psicologi in Contatto Onlus è contrastare i fenomeni di degrado urbano, di devianza e disagio sociale, proponendo nuovi modelli e alternativi, riconducibili all’ambito della “legalità”, della “cittadinanza attiva”, della “sicurezza urbana” e del “rispetto del sé”, realizzando – in collaborazione con la Scuola – Centro Polifunzionale -Cardinale Ursi, con sede in Via Dell’Annunziata 45, un percorso di affiancamento ai ragazzi e alle famiglie, al fine di veicolare i principi base per una convivenza civile e coesione sociale rendendo l’ambiente migliore, accogliente, educativo.
Attraverso A.L.I.C.E, le Associazioni si impegnano a promuovere iniziative volte ad incentivare la cultura e l’amore per le arti e per il bello, uniti all’osservanza delle regole sociali, per contrastare il degrado morale e materiale del territorio e accogliere i cittadini, avviando iniziative ed azioni di cura del territorio, diffondendo buone prassi del vivere in comunità.
Partecipare ad un progetto condiviso è un’esperienza stimolante. È un’occasione per imparare dalle esperienze altrui ed ampliare il bagaglio delle proprie competenze. Con curiosità ci siamo affacciati alla rete (ancora in evoluzione) della Marinella con i suoi straordinari Aquiloni. Un’idea progettuale promossa dall’Ufficio Interdistrettuale di Esecuzione Penale Esterna di Napoli nell’ambito del progetto formativo “La comunità da fare” proposto dalla Scuola superiore di Esecuzione Penale “Piersanti Mattarella” nel 2018 – (Ufficio Interdistrettuale Esecuzione Penale Esterna) poi implementata e potenziata dall’apporto di Associazioni operanti sul territorio e di Istituzioni.
La rete della Marinella e gli obiettivi che si propone
La rete della Marinella – che si compone di amministratori e funzionari pubblici, associazioni, insegnanti, assistenti sociali, educatori, avvocati, psicologi, giornalisti e mediatori culturali e linguistici – si propone di riqualificare l’area compresa tra i quartieri Mercato e Pendino, vasto territorio dai trascorsi storici, artistici ed economici di gran rilievo e attualmente oggetto di degrado ambientale, architettonico e sociale.
Ricomporre, integrare e facilitare la comunicazione
La finalità principale della Rete Marinella – al contempo obiettivo trasformativo del progetto ad essa afferente “Marinella e gli Aquiloni” – è quella di rigenerare il contesto urbano, diffondendo cultura ed informazione, favorendo l’educazione civica e il rispetto dei luoghi. Ricostituendo il “sentimento di appartenenza” alla città e agevolando la possibilità di nuove opportunità di lavoro, si intende integrare i cittadini stessi, avvalendosi di quelle persone in “area penale” che, impegnadosi in attività volte alla riqualificazione del territorio, “riscattano se stesse” riparando ai torti del proprio precedente operato. La rete propone una propria dimensione “fisica” nel territorio: un “luogo di comunità” dove il cittadino è orientato nella risoluzione delle proprie istanze e dove possa incontrarsi e confrontarsi realmente.
L’apporto di NOMOΣ Movimento Forense
“Il giardino è un luogo di cura profonda”
NOMOΣ Movimento Forense ha partecipato alla rete della Marinella e ha dato il proprio apporto alla progettazione “Marinella e gli Aquiloni” per l’anno 2019 e 2020.
Per l’anno 2019 si è occupata del percorso formativo realizzato con i vari attori della rete in favore di quattro “affidati” selezionati dall’UIEPE di Napoli, con un ciclo di incontri per l’empowerment intitolato “Il giardino segreto”. Il giardino, inteso come luogo simbolo dell’anima, dove poter coltivare piante, fiori e alberi, diventa importante momento di riflessione e di ri-concentrazione per ogni individuo. Con i nostri quattro ragazzi abbiamo imparato a piantare semi e curare tutte le straordinarie piante che sono spuntate poi. Un ringraziamento speciale va, pertanto, ai nostri quattro affidati e al coraggio e all’impegno mostrato. Sono doni importanti, che restano.
Primo modulo formativo – I crimini della storia.
Breve excursus storico sui principali crimini della storia. Guerre di religione e guerre dell’ultimo secolo.
Secondo modulo formativo – Noi siamo quello che vogliamo essere.
La poesia, le arti e il bello come strumenti per contrastare il degrado e la l’incuria spirituale. Ognuno di noi può essere ciò che vuole. Il ruolo della volontà nella determinazione del proprio percorso.
Terzo modulo formativo – C’è sempre un’opportunità.
La capacità di distinguere tra comportamenti conformi alla norma e non conformi alla norma. Comportamenti socialmente rilevabili. Essere Parte di una Società civile.
La formazione
L’esperienza maturata nell’ambito del progetto “Marinella e gli Aquiloni” (2019) e lo scambio con le altre realtà della Rete ha incrementato il bagaglio delle nostre conoscenze. La formazione effettuata attraverso gli incontri formativi con Marco Brunod, Psicosociologo, professore a contratto presso il Dipartimento di Psicologia dell’Università Bicocca di Milano, collaboratore della SUPSI (Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana), ci ha aiutato a comprendere il mondo del Terzo Settore e i possibili sviluppi dei sistemi di welfare di comunità e della progettazione territoriale in rete in una prospettiva di coprogettazione.
“Le idee possono diventare progetti e i sogni possono trasformarsi in realtà. Ma non da soli. Non senza di voi.” Questo, l’appello lanciato dalla giornalista Barbara Schiavulli, Direttore della testata “Radio Bullets”, un progetto giornalistico creato da giornalisti e operatori dell’informazione nel 2015. Alla base dell’idea v’è il sogno di ritrovare la qualità di un mestiere dove indipendenza, competenza, passione e impegno sono alla base di una professione che dovrebbe essere garanzia per chi legge, ma soprattutto ci sono tante notizie che non trovano spazio nei media tradizionali. Radio Bullets si occupa di veicolare informazioni provenienti dagli stati esteri.
Radio Bullets, diversamente da molte altre testate giornalistiche non usufruisce di fondi di stato o pubblicità. Questa realtà, oggi, rischia di chiudere proprio per mancanza di sostegno.
NOMOΣ Movimento Forense, fermamente convinta dell’importanza dell’informazione indipendente, esprime solidarietà per Radio Bullets ed invita a sostenere il progetto. Le radio indipendenti rappresentano il sale dell’informazione. E Radio Bullets è una di queste.
Napoli, San Giovanni a Teduccio. Mercoledì 30 ottobre, alle h. 12.00, presso la Sala Consiliare “R. D’Angelo” sita in Via Atripaldi n° 64 (San Giovanni Teduccio), si svolgerà la Tavola rotonda “Strumenti economici e giuridici a tutela del genitore collocatario e della famiglia debole” promossa dall’Associazione di volontariato Tecla in collaborazione con il Centro tutele Famiglie e imprese Sovraindebitate e NOMOΣ Movimento Forense.
NOMOΣ Movimento Forense, vicina ai cittadini e alle famiglie, è lieta di partecipare al dibattito, nato dall’esigenza di fornire gli strumenti e le risoluzioni ai problemi, analizzando anche le possibili forme di tutela, che vive il genitore “collocatario” posto in una condizione di “debolezza” economica.
Napoli. Venerdì 13 settembre presso la Sala Tommaso Campanella del Complesso Monumentale di Santa Chiara di Napoli, in Piazza del Gesù 11, a partire dalle 15,00, parteciperemo alla Tavola rotonda “Marinella e gli Aquiloni“, un momento di confronto fra tutti i soggetti (Enti ed Associazioni) che opereranno in sinergia nel progetto “Marinella e gli Aquiloni”, nato per contrastare il degrado, sia morale che materiale, che caratterizza i quartieri Mercato e Pendino.
L’obiettivo che la rete si propone è quello di creare reali ed efficaci interconnessioni per sviluppare azioni positive a favore dei cittadini integrando i cittadini stessi, anche avvalendosi di quelle persone in “area penale” che, impegnandosi in attività volte alla riqualificazione del territorio, riscatterebbero se stessi riparando ai torti del proprio precedente operato: un “luogo di comunità” dove il cittadino è orientato nella risoluzione delle proprie istanze e dove possa incontrarsi e confrontarsi realmente.
Noi, avvocati di NOMOΣ Movimento Forense, impegnanti sul territorio per la tutela delle fasce ad alta emarginazione sociale, partecipiamo al progetto con gioia e vivo entusiasmo!
Giovedì 4 luglio alle ore 17.30 nella sede della Fondazione Premio Napoli, al primo piano di Palazzo Reale, in piazza del Plebiscito, si svolgerà l’evento “La follia tra cultura ed emergenza sociale”. L’incontro nasce da un’idea delle associazioni Rinascimento Forense e Nomo∑ Movimento Forense, in collaborazione con la Fondazione Premio Napoli, per dar voce al fenomeno della “follia”, partendo dalla sua connotazione culturale e artistica e per finire all’emergenza sociale seguita dalla chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari e dall’istituzione delle residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza.
“Bisogna superare la logica manicomiale di cui è intrisa la società, quella logica che tende a rinchiudere il diverso, il cattivo, il matto, con tutte le figure di disturbo sociale” (Franco Corleone nella postfazione di “Matricola zero zero uno”.)
L’incontro vuole fornire un contributo, partendo dal libro “Matricola zero zero uno” (Giapeto Edizioni) di Nicola Graziano, magistrato del Tribunale di Napoli, alla cultura del rispetto dei diritti e della dignità dei delinquenti con disturbi mentali, cercando di abbattere il muro dell’indifferenza e dello stigma sociale. Il dibattito tra avvocati magistrati ed esperti della materia offrirà riflessioni e soluzioni auspicabili al fine di contenere i vari aspetti di ciò che viene sentito ancora come un problema, ma che il grado di civiltà di un paese democratico dovrebbe invece maggiormente tutelare.
L’evento, con i saluti di Domenico Ciruzzi, presidente della Fondazione Premio Napoli, e di Antonio Tafuri, presidente dell’Ordine degli Avvocati di Napoli, e moderato da Argia Di Donato, presidente di Nomo∑ Movimento Forense, vedrà nell’autore Nicola Graziano e nello scultore Mario Iaione i suoi interpreti più autentici: protagoniste del simposio, le storie dei reclusi dell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Aversa, raccontate da Graziano nel suo libro, e le visioni di Iaione che, tra ricerca identitaria e inconsapevole coscienza, prendono corpo nelle sue ultime sculture, esposte per l’occasione nella sede della Fondazione.
Ad accompagnare gli ospiti in questo viaggio verso le varie forme di alienazione umana saranno Francesco Caia, componente CNF – Coordinamento Commissione Diritti Umani, Raffaele Felaco, presidente di Psicologi Responsabilità Sociale, Antonio Mattone, responsabile della Comunità di Sant’Egidio, Annamaria Ziccardi, presidente Il Carcere Possibile Onlus, Elena Cimmino, vicepresidente Il Carcere Possibile Onlus, Attilio Belloni, già presidente della Camera Penale di Napoli, e Nicola Baldieri, fotoreporter e coautore di Matricola 001.
Narrativa e arte, diluite tra suoni e immagini suggestive, impreziosite dalle letture a cura di Camilla Aiello, presidente di Rinascimento Forense, e dagli interventi musicali di Mariella La Rosa, Caterina Molfino e Enzo Minuto.
Arte – Fatto, Mario Iaione
Fotografia di Nicola Baldieri, fotoreporter e coautore di Matricola 001 (Giapeto Editore)
Bondage, Mario Iaione
Fotografia di Nicola Baldieri, fotoreporter e coautore di Matricola 001 (Giapeto Editore)
L’evento è patrocinato dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli: per i partecipanti avvocati saranno attribuiti crediti formativi.
Il Tribunale di Napoli, in funzione di G.L., con la sentenza 7241 dell’8/11/2018 ha rigettato il ricorso dell’Avv. Di Donato con il quale si contestava la nullità della cartella di pagamento inviatale da Cassa Forense nonché la nullità della notifica stessa, ritenendo altresì insussistenti gli eccepiti vizi di legittimità costituzionale dell’articolo 21, commi 8 e 9, della Legge n. 247 del 2012 (e del relativo Regolamento di attuazione) con il quale è stata disposta la cancellazione dall’Albo degli Avvocati che non raggiungano determinati livelli reddituali. La sentenza, ça va san dire, è stata già impugnata innanzi alla Corte di Appello atteso che il giudice non solo si è illegittimamente sostituito alle parti resistenti (Cassa Forense ed Equitalia Servizi di riscossione SpA) nel contestare le pretese di parte ricorrente ma ha omesso di valutare le questioni di legittimità costituzionale sollevate, asserendo di aderire – del tutto acriticamente – alla sentenza del Tribunale di Roma n. 11383/2017.
«La sentenza risponde ad esigenze di natura politica, Cassa Forense è un colosso: sapevamo che avremo avuto difficoltà a vincere la prima battaglia. In cuor mio confidavo nel Giudice, speravo che la questione fosse sottoposta al vaglio della Corte Costituzionale – afferma l’avv. Argia di Donato – La “questione della Previdenza” è solo uno degli aspetti controversi del nostro “mondo” in grande trasformazione. I problemi dell’Avvocatura sono molti e non tutti risolvibili nel breve periodo. Ma noi crediamo al principio che abbiamo portato in aula, perché è giusto, perciò sacrosanto. Ho chiesto ai colleghi di tutta Italia di aderire alla nostra battaglia ma siamo ancora pochissimi. Una goccia nell’oceano. Ad ogni modo, noi combattiamo e continueremo a farlo.»
L’Avv. Alfonso Emiliano Buoniuto
«Pare opportuno svolgere alcune considerazioni sulla vicenda in questione – afferma l’avv. Alfonso Emiliano Buonaiuto, procuratore della Di Donato – Che alcun ausilio alla nostra battaglia sarebbe venuto da parte degli organi rappresentativi dell’Avvocatura Italiana lo avevamo dato per scontato: ormai il C.N.F. ed i locali Consigli dell’Ordine perseguono interessi del tutto avulsi da quelli degli avvocati che pur dovrebbero rappresentare. C’è solo da auspicare l’abolizione di questi organismi la cui utilità, ormai, risulta prossima allo zero. Maggiori speranze riponevamo nella Magistratura, credendo fideisticamente nell’esistenza di un “giudice a Berlino”. Ma ci siamo sbagliati. Ed invero gli organi istituzionali e rappresentativi della magistratura, C.S.M. e A.N.M. – come i recenti fatti di cronaca hanno confermato – benché da anni si siano (auto) proclamati difensori della Costituzione, usano la stessa come strumento di lotta nei confronti dei loro nemici politici, violandola impunemente ove necessario ai loro scopi di parte. «Emblematica di ciò la pantomima – ad usare un eufemismo – posta in essere alcuni anni fa dai rappresentanti della Magistratura nel corso dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, presentatisi nei vari Tribunali brandendo il testo della Costituzione a mò di clava – prosegue l’avv. Buonaiuto – Qualcuno, magari, dovrebbe suggerire loro di leggerla, la Costituzione… Perché se la leggessero, si renderebbero conto che subordinare l’esercizio della professione di Avvocato al possesso di requisiti economici slegati dal reddito è un vulnus al diritto alla difesa dei cittadini garantito dall’art. 24 Cost. Dinnanzi a tale stucchevole inerzia e cecità, appare davvero paradossale la solerzia con cui la Magistratura solleva questioni di legittimità costituzionale su questioni bagatellari (es, articoli del c.d.s.) ovvero dalle forti implicazioni politiche (es, decreto “sicurezza”). A tal proposito, dato che “a pensar male si fa peccato, ma si indovina”, ci chiediamo: se la Legge n. 247/2012 fosse stata promulgata da un Governo politicamente non allineato alla Magistratura, questa sarebbe rimasta così silente dinnanzi alla evidente violazione del diritto di difesa garantito dalla Costituzione?»
La gravissima crisi economica che attanaglia la categoria degli avvocati, in specie quelli più giovani e senza santi in paradiso, è dovuta anche e soprattutto alla condotta dei magistrati che, per un verso liquidano sovente somme irrisorie in palese violazione dei Regolamenti Ministeriali in materia di compensi, per altro verso fanno durare i giudizi, anche i più semplici, lustri se non decenni. Ma forse alla Magistratura italiana piace vincere facile, senza avvocati degni di questo nome tra i piedi. Napoli, 10 giugno 2019