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Il Passato può rappresentare un Faro che illumini il Futuro

La crisi di valori che attraversa il nostro Tempo, impone un’attenta e profonda riflessione su noi stessi. Ciò che accade all’interno dell’Avvocatura a livello nazionale, non è altro che uno dei sintomi e conseguenze di un lento e doloroso cancro che ci lacera profondamente come uomini e come giuristi. Sono troppi gli avvocati che lamentano l’ignobile condizione in cui versa la nostra categoria, protestando contro chi propone un cambiamento senza ottenere, tuttavia, alcun risultato reale. Sono troppi gli avvocati che non credono più alla Giustizia. Sono troppi gli avvocati demotivati, stanchi e senza determinazione.
La verità dalla quale nessuno può fuggire – ma che nessuno si ostina a voler afferrare – è che gli avvenimenti hanno una volontà ben precisa ed un fine altrettanto definiti, al di là della comprensione di essi in tempo reale. È necessario affrontarli e fronteggiarli con la giusta consapevolezza; di ciò che si è e della meta che si vuol raggiungere.

In un momento confuso e nebuloso come quello in cui noi tutti brancoliamo, l’Avvocato Contemporaneo trae nuova linfa dai capisaldi della nostra Tradizione, fa un passo indietro e raccoglie gli insegnamenti preziosi di quanti lo hanno preceduto e che hanno dato lustro all’Avvocatura, per elaborarli e trasferirli nel momento presente in un’ottica riformista. La Storia è testimone di quanti coloro, appartenenti alla nostra classe, hanno combattuto per apportare nuove condizioni e mutare il proprio scenario politico-sociale contemporaneo. Ci sono uomini che da soli hanno tracciato un solco profondo nel corso della Storia e che hanno illuminato con il proprio esempio il firmamento dei valori con idee, alte e nobili, dalle quali hanno tratto spunto altri interpreti per portare avanti le proprie battaglie.
I “grandi”, coloro che hanno dato un contributo reale al miglioramento della condizione dell’essere umano, devono rappresentare il nostro Faro, la nostra Luce.
La battaglia è sul piano pratico oltre che ideologico. La battaglia è quotidiana. Ed è individuale oltre che collettiva. Il momento del risveglio per una nuova Avvocatura è ormai giunto. Dobbiamo avere coraggio di osare. Ma dobbiamo essere uniti, al di là dei personali bisogni ed avere fiducia l’uno dell’altro. Senza più recriminare, attaccare o criticare in maniera sterile ed infruttuosa.
Se non saremo pronti a far questo, se non supereremo i nostri “personalismi”, se non sapremo mettere da parte noi stessi privilegiando il “bene comune”, mai potremmo incidere su chi ha il potere di incidere e mai potremmo modificare in maniera efficace la nostra condizione.
E una volta fatto questo, una volta operato questo cambiamento all’interno – individule e collettivo -, vestiremo finalmente di “quella Toga” con dignità e con onore, essendo presenti sulla scena sociale, dedicandoci a ciò per cui siamo chiamati a prestare giuramento e lottando al fianco del cittadino, portando avanti i suoi diritti e tutelandone, con ponderazione, gli interessi lesi.

Avv. Argia di Donato
Presidente Nomo∑ Movimento Forense

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“Calliope” e la Cittadella della Legalità.

Comunicato Stampa

“Calliope” e la Cittadella della Legalità.

– Incontri e giornate di studio per la tutela dei diritti dell’Infanzia, dell’Adolescenza e dei Cittadini – 

Mercoledì 21 maggio, ore 10.00, Piazza dell’Annunziata, Castel Volturno (CE)

Invito Calliope 21 maggio Castel Volturno

Mercoledì 21 maggio 2014, ore 10.00 presso la piazza dell’Annunziata in Castel Volturno (CE) si terrà il primo incontro del progetto itinerante “Calliope” e la Cittadella della LegalitàIncontri e giornate di studio per la tutela dei diritti dell’Infanzia, dell’Adolescenza e dei Cittadini, realizzato da Nomos Movimento Forense e dall’Associazione ACSSA Centro studi, con il patrocinio del Comune di Napoli, Assessorato alla Scuola e all’Istruzione e del Comune di Castel Volturno (CE) e con la partecipazione della “Croce Rossa Italiana”.

All’evento aderiscono le associazioni“Misericordia Napoli Nord”, “Associazione Volontari NOER”, “Istituto Giuseppe Garibaldi di Castel Volturno (CE)” “Istituto Matilde Serao di Pomigliano d’Arco (NA)”.

L’obiettivo che si propone il progetto è quello di veicolare alla cittadinanza, e in modo particolare alle scuole, il concetto della legalità, attraverso l’affiancamento e la diffusione delle conoscenze giuridiche ai più giovani, uniti alla acquisizione di quegli strumenti atti alla percezione dei rischi con un approccio sistematico alla gestione delle emergenze.

Nella Piazza saranno allestiti 4 gazebo, ai quali i cittadini potranno rivolgersi per ottenere dai volontari assistenza e consulenza gratuite sui temi di maggior rilievo e sulle problematiche legate al territorio.

Le foto all’evento:

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Sine Titulo

Giustizia-morta

“Ogni uomo ha il potere di mutare il Mondo nella misura in cui riesce a rivoluzionare se stesso.” (A.d.D.)

 

Napoli. 10 aprile 2014.

L’operazione di smantellamento della Giustizia che in questi anni ha visto protagonista uno Stato bugiardo e lontano dal cittadino, ad oggi, avrebbe legittimato più che mai prese di posizione incisive da parte dell’Avvocatura italiana. Quando lo Stato emana norme che ledono le libertà e i diritti fondamentali, diviene ostile alla comunità e lo sfaldamento dei cardini fondamentali della democrazia, in tal senso attuato con pervicace ostinazione, imporrebbe azioni mirate, fuori da ogni tipo di compromesso. I rappresentanti dell’Avvocatura nazionale avrebbero dovuto essere gli ambasciatori delle istanze di una categoria ad oggi sempre più mortificata e svilita, comprovando che gli avvocati – garanti della Democrazia e suoi difensori – non sarebbero rimasti inerti di fronte lo scempio compiuto dai ‘poteri forti’.

La strategia del confronto e della concertazione con quegli stessi organi emananti norme lesive di principi costituzionalmente garantiti, non dovrebbe esser ritenuta sufficiente ma rafforzata da azioni forti, condivise a livello nazionale.

Questo lo spirito che ha animato circa i 1500 avvocati napoletani che su istanza proposta da un gruppo di ‘giovani’ colleghi hanno richiesto al proprio Ordine locale la convocazione dell’Assemblea dei suoi iscritti.

Personalmente fortemente voluta l’Assemblea, quale momento di confronto necessario tra i numerosi avvocati napoletani e di informazione tra quelli che non prendono parte alle vicende politiche della propria categoria – pur lamentando la drammaticità della propria condizione – ad avviso di chi scrive si è rivelata un fallimento.

Numero esiguo di partecipanti (appena 700 su oltre 13 mila, compresi i ‘rinforzi’ sbarcati a difesa del fortino pur in assenza di attacchi), votazione frettolosa ed improduttiva di effetti reali, animosità e personalismi, confusione e mala educazione hanno imperato, dando soddisfazione ai soli detrattori dell’assemblea quale momento partecipativo e democratico.

L’unico dato di rilievo, all’esito dell’assemblea di ieri, è l’aver preso consapevolezza della totale mancanza di coscienza personale e professionale degli avvocati napoletani i quali, immemori di ciò che dovrebbero essere e della funzione ‘sociale’ che dovrebbero svolgere, hanno dimostrato di accettare le cose per quelle che sono senza voler provare almeno ad essere protagonisti del Cambiamento, offuscando la possibilità di dare nuova Luce a quella che fino a pochi anni or sono era ancora una nobile professione. Ma per nobili ideali occorrono grandi ali, vista lungimirante, cuore aperto e coraggioso. A questo punto appare legittimo chiedersi: chi è che sta uccidendo la Giustizia? Il Governo? I Poteri forti? O sono piuttosto i tesserati del partito degli assenti e dei deleganti, con le loro iniquità e le loro sterili polemiche, atte a conservare intatto il proprio misero e infruttuoso orticello? Ieri abbiamo perso una grande opportunità, la possibilità di tracciare un segno sullo scenario della politica nazionale, ma per farlo avremmo dovuto per primi ‘riformare’ noi stessi! In tal modo il tanto ostentato stato di agitazione sarebbe stato reale e con la volontà del vero rinnovamento, quello che nasce dallo Spirito di Classe. L’individualismo innato che ha contribuito a creare le condizioni in cui oggi siamo, doveva essere abbandonato, combattuto e vinto!

Ma ciò non è accaduto. E forse non accadrà mai. Noi non siamo quei tutori della Giustizia che dichiariamo di essere. Almeno non come classe. In tale constatazione vivono il mio rammarico ed il mio dispiacere. Che ognuno abbia ciò che vuole.

 

Avv. Argia di Donato

Presidente Nomo∑ Movimento Forense

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