Il diritto incontra Fido e Micio – Nuova rubrica di diritto edita da Quattro Zampe – Aprile 2015

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1 aprile 2015 · 6:12 PM

“Il Regolamento elettorale del Consiglio dell’Ordine – Punti Critici”

Di seguito l’intervento dell’Avv. Emanuela Monaco, Segretario della Nomos Movimento Forense, in occasione dell’incontro tenutosi in Tribunale in data 10.02.2015.

Alcuni Colleghi interessati hanno raccolto lo spunto per stimolare un dibattito dal progetto “Tribuna Forense”, presentato da Nomos Movimento Forense e poi non realizzato.

“Il Regolamento elettorale del Consiglio dell’Ordine – Punti Critici”

“Gentili Colleghi, sono l’Avv. Emanuela Monaco, iscritta al Foro di Napoli e non Candidata.
Sono il segretario di Nomos Movimento Forense ideatore della proposta della “Tribuna Forense” da cui trae spunto il presente incontro.
L’osservazione delle dinamiche interne alla nostra categoria ed, in particolar modo, l’amara constatazione della scarsa partecipazione dei Colleghi ai temi della politica forense, ha spinto la nostra associazione a promuovere una serie di confronti – dibattiti che avrebbero potuto consentire all’elettorato attivo una scelta più consapevole dei Candidati al rinnovo del COA, attraverso la conoscenza delle persone e dei programmi che questi si proponevano di realizzare.
Sono consapevole che l’obiettivo partecipativo che Nomos si era prefisso non può essere realizzato in questa sede, ma non posso che essere lieta che da un’idea non più attuabile sia nata l’occasione di incontrarci per discutere dei temi che ci riguardano così da vicino.
Venendo al merito del dibattito odierno vorrei segnalare che la questione dell’interpretazione del regolamento è niente affatto secondaria, potendo frustrare o meno le legittime aspettative di democraticità ed alternanza che pure sembravano essere contenute nella nostra legge professionale.
Il nodo cruciale è costituito dalla questione circa il numero di preferenze esprimibili da ciascun elettore.
Al riguardo, la nostra legge professionale all’art. 28 comma 2 espressamente stabilisce che Il genere meno rappresentato deve ottenere almeno un terzo dei consiglieri eletti. La disciplina del voto di preferenza deve prevedere la possibilità di esprimere un numero maggiore di preferenze se destinate ai due generi.
Il comma 3 stabilisce che: Ciascun elettore può esprimere un numero di voti non superiore ai due terzi dei consiglieri da eleggere, arrotondati per difetto.
Secondo una lettura più aderente alla ratio della legge questi due commi hanno a cuore la tutela di due differenti “minoranze”: il comma 2 si occupa della minoranza di genere prevedendo che il genere meno rappresentato (quasi sempre le donne) riceva almeno un terzo dei consiglieri da eleggere (nel nostro caso 9), mentre il terzo comma dovrebbe ad avviso di una parte dell’Avvocatura e mio personale, tutelare le minoranze di opinione, riservando un terzo dei Consiglieri da eleggere a candidati non inseriti nella lista vincente, in modo da impedire voti totalitari, attraverso la limitazione della possibilità di esprimere preferenze per l’intero consiglio da eleggere.
Altra interpretazione si fonda, a mio avviso erroneamente, sulla lettura preminente della norma regolamentare che, malgrado il suo rango di fonte secondaria, viene utilizzata quale metro per valutare le indicazioni contenute nell’art. 28 comma 2 e 3 della L.P. prima citati, anziché evidenziarne il contrasto e, dunque, la sua illegittimità.
Gli articoli del Regolamento in questione – l’art. 9 comma 5 e l’art. 7 comma 1 – sembrano rendere possibile l’espressione di preferenze oltre i 2/3 e la presentazione di liste in numero pari a quello complessivo dei consiglieri da eleggere, nel rispetto di genere.
In questo quadro distonico, l’opinione sulla legittimità dell’espressione di preferenze superiori ai 2/3 contenuta nel Regolamento si fonderebbe sull’inciso contenuto nel secondo comma dell’art. 28 L.P. secondo cui “la disciplina del voto di preferenza deve prevedere la possibilità di esprimere un numero maggiore di preferenze se destinate ai due generi”, non considerando che tale comma tutela il genere e non la minoranza di opinione.
Appare abbastanza evidente che le modalità ed i limiti nell’espressione delle preferenze siano strettamente connessi alla questione della tutela delle minoranze di genere e di opinione.
Ed invero, quanto alla minoranza di opinione, presa in considerazione dal terzo comma, non potrebbe dirsi soddisfatta dalla tutela del genere, non potendo considerare il genere in sé come espressione di opinioni differenti.
Inoltre, se davvero il terzo comma fosse espressamente derogato dal secondo comma, nella parte in cui prevede la possibilità di esprimere un numero maggiore di preferenze se destinate ai due generi, ritengo – per il noto brocardo ubi lex voluit, dixit – che lo avrebbe chiaramente espresso.
Al contrario, il terzo comma si erge senza alcun collegamento con quello precedente, proprio come norma di chiusura, sancendo la limitazione delle preferenze da esprimere in generale ai 2/3 dei consiglieri da eleggere – senza alcuna eccezione relativa al genere – né tanto meno il secondo comma si esprime in termini derogatori rispetto al comma successivo.
Senonché, il TAR interessato della questione in via cautelare, con propria ordinanza, ha espresso una posizione opposta a quella a mio avviso legittima, ritenendo che “il comma 2, nella parte in cui prevede la possibilità di esprimere “un numero maggiore di preferenze” se destinate ai due generi, introduce una deroga alla disciplina generale dettata dalla stessa legge sull’espressione di voto, e quindi una deroga al comma 3”.
Da giurista equilibrata non posso affermare che – quantomeno ad oggi – sia stata sancita l’illegittimità del Regolamento elettorale (questione ancora sub judice), anche se sono evidenti gli aspetti di aperto conflitto con la legge professionale, ma posso certamente evidenziarne la totale inopportunità e la sua antidemocraticità.
Mi sembra assai evidente che il voto alla lista, peraltro non presente nella legge professionale, che contenga tutti i consiglieri da eleggere priva il costituendo Consiglio dell’Ordine dell’apporto, a mio avviso significativo, di una parte di Avvocati candidati non allineati alla lista vincente.
Sebbene la legge professionale abbia voluto incentivare i programmi rispetto alle singole persone, attraverso la possibile presentazione di liste e la nullità dell’espressione di voto a Colleghi non candidati, come la nullità del voto a più liste, ritengo che la governabilità potesse essere comunque assicurata con la limitazione delle liste ad un numero di consiglieri pari ai 2/3, lasciando il terzo residuo alla libera e dialettica espressione elettorale.
Ad oggi il risultato elettorale non può dirsi espressione della volontà libera dei Colleghi, considerate anche le estensioni del voto di lista ai singoli candidati, benché non individualmente preferiti che beneficiano di una luce per così dire riflessa, e la formazione di una seconda graduatoria nel caso di mancata elezione del genere meno rappresentato nella percentuale di un terzo che priva i candidati del genere più rappresentato del risultato che avrebbero meritato in base ai voti espressi (ex art. 14 comma 7 Regolamento).”

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Parte il progetto “Calliope e la Cittadella della Legalità” nell’Istituto Comprensivo SM F.Baracca.

calliope e la cittadella della legalità manifestino

“La legalità è un percorso che inizia da bambini”

Napoli. Febbraio – Marzo 2015. Parte “Calliope e la Cittadella della Legalità” all’interno dell’Istituto Comprensivo F. Baracca, in Vico Tiratoio 25 (NA).

Il progetto – nato dalla sinergia di avvocati e volontari di protezione civile, con il Patrocinio del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli e del Comune di Napoli -, si propone di realizzare un percorso di “educazione alla legalità” – partendo dalle scuole – che avvicini l’adulto del domani al rispetto delle regole, all’amore per il proprio territorio e alla conoscenza dei propri diritti e responsabilità.

Diritto e Libertà. Ambiente e Territorio. Rischio ed emergenza. Solidarietà e limiti. Questi, i temi che saranno oggetto degli incontri con i bambini. Attingendo dalle arti figurative, combinando elementi multimediali, le ‘lezioni’ saranno strutturate in laboratori sperimentali ed interattivi che coinvolgeranno i ragazzi e li renderanno protagonisti e ideatori di lavori a tema, le cui esposizioni e presentazioni saranno oggetto dell’evento conclusivo.

Guarda il video promo

a cura di Redazione

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AUGURI

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21 dicembre 2014 · 9:24 am

In tema di pari opportunità

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Nei giorni scorsi è stata pubblicata sulla Rivista di Cassa Forense, la lettera a firma dell’Avv. Giovanni Cerri, Delegato di Cassa Forense. In tale articolo, sono espresse alcune considerazioni sul ruolo delle donne e sulla cosiddetta parità di  genere salvo poi terminare con un confronto con la condizione femminile nei paesi arabi ed, in specie, con il caso di Reyhaneh. Tale articolo ha suscitato molti interrogativi sul significato di tale raffronto. In merito, giunge in redazione un commento a firma dell’Avv. Irene Cossu, delegata OUA.

Leggi l’articolo dell’Avv. Cerri

Leggi il commento dell’Avv. Cossu

a cura dell’Avv.Emanuela Monaco

Segretario della Nomos Movimento Forense

 il link all’articolo su Juris News: http://jurisnews.wordpress.com/2014/12/05/in-tema-di-pari-opportunita/

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Fare del Bene fa bene. Calendario 2015 a cura dei bambini.

Nomos Movimento Forense sostiene l’iniziativa benefica del Servizio di Oncologia Pediatrica della II Università di Napoli. E’ possibile contribuire e ricevere il calendario realizzato dai bambini del reparto oncologico, presso la sede dell’UIF – Tribunale di Napoli.

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Nuova App a tutela delle donne

Nomos appoggia l’idea del progetto App Shaw.

L’App Shaw (acronimo di Soroptimist Help Application Woman) nasce da un laboratorio sperimentale realizzato da alcuni club italiani del  Soroptimist, che negli ultimi anni  hanno partecipato a progetti inerenti ai temi della violenza sulle donne, della prevenzione,della cultura di genere, interpretando bisogni reali. E’ uno strumento tecnologico innovativo, ideato per la sicurezza delle donne e consiste  in una app scaricabile gratuitamente sugli smartphone,(sistema operativo Ios ed Android),che consente una chiamata diretta al 112 (in caso di pericolo immediato), o una chiamata al numero 1522 (che è un numero nazionale accreditato di smistamento ai centri antiviolenza e di informazione) con possibilità di  geolocalizzazione previo consenso..E’ presente anche una scheda con un testo di sintesi divulgativo che illustra gli aspetti legislativi più recenti in materia( L.119/2013 , normativa sullo stalking ecc…).

Guarda la presentazione cliccando sul link: app_soroptimist_presentazione-1.pdf

Il website: http://www.appshaw.it/

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PARTECIPA AL DIBATTITO!

Gentile collega,
la Nomos Movimento Forense, nell’ottica di un sano e stimolante confronto – che sarà sviluppato in più incontri – sui temi che interessano lo scenario della politica forense attuale, offre uno spazio ‘virtuale’ ove comunicare pensieri, elaborare proposte e rivolgere domande ai protagonisti della vita istituzionale e politico forense.
Cogli la nostra inizitiva e offri il tuo contributo, rendendoti partecipe e parte attiva!

IL FOROClicca qui per partecipare!

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Il Passato può rappresentare un Faro che illumini il Futuro

La crisi di valori che attraversa il nostro Tempo, impone un’attenta e profonda riflessione su noi stessi. Ciò che accade all’interno dell’Avvocatura a livello nazionale, non è altro che uno dei sintomi e conseguenze di un lento e doloroso cancro che ci lacera profondamente come uomini e come giuristi. Sono troppi gli avvocati che lamentano l’ignobile condizione in cui versa la nostra categoria, protestando contro chi propone un cambiamento senza ottenere, tuttavia, alcun risultato reale. Sono troppi gli avvocati che non credono più alla Giustizia. Sono troppi gli avvocati demotivati, stanchi e senza determinazione.
La verità dalla quale nessuno può fuggire – ma che nessuno si ostina a voler afferrare – è che gli avvenimenti hanno una volontà ben precisa ed un fine altrettanto definiti, al di là della comprensione di essi in tempo reale. È necessario affrontarli e fronteggiarli con la giusta consapevolezza; di ciò che si è e della meta che si vuol raggiungere.

In un momento confuso e nebuloso come quello in cui noi tutti brancoliamo, l’Avvocato Contemporaneo trae nuova linfa dai capisaldi della nostra Tradizione, fa un passo indietro e raccoglie gli insegnamenti preziosi di quanti lo hanno preceduto e che hanno dato lustro all’Avvocatura, per elaborarli e trasferirli nel momento presente in un’ottica riformista. La Storia è testimone di quanti coloro, appartenenti alla nostra classe, hanno combattuto per apportare nuove condizioni e mutare il proprio scenario politico-sociale contemporaneo. Ci sono uomini che da soli hanno tracciato un solco profondo nel corso della Storia e che hanno illuminato con il proprio esempio il firmamento dei valori con idee, alte e nobili, dalle quali hanno tratto spunto altri interpreti per portare avanti le proprie battaglie.
I “grandi”, coloro che hanno dato un contributo reale al miglioramento della condizione dell’essere umano, devono rappresentare il nostro Faro, la nostra Luce.
La battaglia è sul piano pratico oltre che ideologico. La battaglia è quotidiana. Ed è individuale oltre che collettiva. Il momento del risveglio per una nuova Avvocatura è ormai giunto. Dobbiamo avere coraggio di osare. Ma dobbiamo essere uniti, al di là dei personali bisogni ed avere fiducia l’uno dell’altro. Senza più recriminare, attaccare o criticare in maniera sterile ed infruttuosa.
Se non saremo pronti a far questo, se non supereremo i nostri “personalismi”, se non sapremo mettere da parte noi stessi privilegiando il “bene comune”, mai potremmo incidere su chi ha il potere di incidere e mai potremmo modificare in maniera efficace la nostra condizione.
E una volta fatto questo, una volta operato questo cambiamento all’interno – individule e collettivo -, vestiremo finalmente di “quella Toga” con dignità e con onore, essendo presenti sulla scena sociale, dedicandoci a ciò per cui siamo chiamati a prestare giuramento e lottando al fianco del cittadino, portando avanti i suoi diritti e tutelandone, con ponderazione, gli interessi lesi.

Avv. Argia di Donato
Presidente Nomo∑ Movimento Forense

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2 luglio 2014, ore 12.00: Conferenza Stampa di presentazione di “Calliope e la Cittadella della Legalità”

Conferenza stampa di presentazione del progetto:
“Calliope e la Cittadella della Legalità”
Incontri e giornate di studio per la tutela dell’infanzia, dell’Adolescenza e dei Cittadini
Mercoledì 2 luglio 2014, ore 12.00 – 13.30, Sala Giunta del Comune di Napoli, Palazzo San Giacomo,Piazza Municipio 1

calliope e la cittadella della legalità invito conferenzaIl giorno 2 luglio, alle ore 12.00 presso la Sala Giunta del Comune di Napoli, Palazzo San Giacomo, Piazza Municipio 1 (2° piano), si terrà la presentazione del Progetto – ideato e proposto dall’Associazione di Volontariato NomoΣ in sinergia con NomoΣ Movimento Forense, e dal N.O.A.P. (Nucleo Operativo Volontari di Assistenza Pubblica) – , “Calliope e la Cittadella della Legalità”.
Gli avvocati in sinergia con i volontari della protezione civile, si avvicinano ai cittadini ed in particolare agli studenti delle scuole, per accompagnare la Società Civile nel percorso della legalità. Nello specifico, il progetto prevede una prima fase nelle scuole di ogni ordine e grado, con incontri-lezioni ed attività sul delicato tema della legalità e dell’ambiente e una seconda fase, la “Cittadella itinerante”, in cui le Associazioni e le Scuole che hanno aderito al progetto, si recano nelle Piazze per sensibilizzare la Cittadinanza sui temi della Legalità e del rispetto del Territorio.
La Conferenza vedrà la partecipazione dell’Ordine degli Avvocati di Napoli – che ha patrocinato l’idea – nella persona del Presidente, Avv. Francesco Caia, dell’Assessorato alla Scuola e all’Istruzione del Comune di Napoli, nella persona della Dott.ssa Annamaria Palmieri, il N.O.A.P. (Nucleo Operativo Volontari di Assistenza Pubblica) nella persona dell’Ing. Pasquale Caputo, e della Associazione NomoΣ, nella persona dell’Avv. Argia di Donato.
Il progetto ha il patrocinio del Comune di Napoli e del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli.

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