“La memoria rappresenta ciò che siamo, è supporto delle nostre idee, delle nostre aspirazioni, dei nostri sogni e illumina la strada al futuro. Senza memoria non esistono popoli, nazioni, storie. Non esiste dolore e neanche gioia. Senza memoria non siamo nulla.”
Domenica 8 novembre 2015, alle ore 10.00 presso il Mausoleo Sacrario Schilizzi di Posillipo si è tenuta la manifestazione “Inno alla Memoria” di commemorazione dei Caduti di Napoli in occasione del Centenario della Prima Guerra mondiale. La manifestazione, organizzata dalle Associazioni Volontari di Protezione Civile e Forensi, maggiormente impegnate sul territorio, ha visto la deposizione di due corone d’alloro ai Caduti dei due conflitti mondiali e delle Quattro Giornate di Napoli alla presenza delle autorità. Al termine della commemorazione, volontari di protezione civile e cittadini si sono messi a lavoro, ripulendo con solerzia il parco prospiciente il Mausoleo.
Desidero ringraziare a nome degli avvocati di Nomos Movimento Forense le associazioni di volontari di protezione civile del NOAP per aver voluto e realizzato l’evento commemorativo di ieri mattina che ha consentito la riapertura del Mausoleo Schilizzi alla cittadinanza, dopo tanto tempo. E desidero ringraziare i cittadini, le associazioni culturali e scientifiche, il Liceo statale Mazzini e i suoi allievi che hanno partecipato attivamente alla manifestazione. Un plauso per la commovente interpretazione della celebre canzone ‘O surdato ‘nnamurato a cura dell’Avv. Camilla Aiello e per l’esecuzione del maestro di fisarmonica Andrea Bonetti.
Penso che ieri sia stata una giornata speciale, perché un altro tassello nel grande mosaico della memoria è stato aggiunto. Un piccolo passo verso una nuova visione di società civile presente a se stessa e sul proprio territorio e l’assunzione di una responsabilità condivisa verso una direttiva comune: riappropriarsi delle proprie radici culturali e tradizionali. E il mio pensiero si perde tra il verde, ove riposano i resti di chi è caduto per la mia libertà. E il cuore trema, grato.
Il Presidente
Argia di Donato


