Nasce il Premio letterario “Le sbarre invisibili – Premio Tommaso De Crescenzio”: la scrittura come libertà interiore per le persone detenute
Napoli, 25 febbraio 2026. Nasce il Premio letterario “Le sbarre invisibili – Premio Tommaso De Crescenzio”, un progetto culturale e sociale promosso dall’Associazione NOMOΣ Movimento Forense, dedicato alle persone detenute negli istituti penitenziari italiani.
Il Premio è istituito in memoria dell’Avvocato Tommaso De Crescenzio, giovane professionista stimato, uomo di profonda sensibilità umana e consigliere partecipe alle iniziative associative di NOMOΣ Movimento Forense, la cui vita si è tragicamente interrotta a causa di una sofferenza interiore silenziosa, una vera e propria “prigione invisibile”.
Proprio da questo dolore nasce un’iniziativa che intende trasformare la memoria in impegno civile: offrire ai detenuti uno spazio di espressione attraverso la scrittura, affinché la parola diventi strumento di consapevolezza, dignità e rinascita interiore.
Il Premio si fonda sui principi della Costituzione italiana, della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo e delle Regole Penitenziarie Europee, valorizzando la funzione rieducativa della pena e il diritto all’espressione culturale.
Attraverso le sezioni di narrativa, poesia e testimonianza autobiografica, i partecipanti saranno invitati a riflettere sul tema della prigionia interiore, delle fragilità umane e del cammino verso la libertà, intesa non solo come condizione giuridica ma come percorso di crescita personale.
«Questo Premio nasce da una ferita trasformata in possibilità — dichiara Argia Di Donato, Presidente di NOMOΣ Movimento Forense —Dalla prigione interiore di un uomo libero vogliamo costruire uno spazio di libertà per chi è privato della libertà personale. La scrittura può diventare voce, cura e riscatto.»
Il progetto prevede il coinvolgimento degli istituti penitenziari, una commissione multidisciplinare di valutazione, la premiazione pubblica delle opere e la possibile pubblicazione dei testi selezionati.
“Le sbarre invisibili” si propone come un ponte tra carcere e società civile, tra memoria e futuro, tra sofferenza e speranza concreta.

